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martedì 3 aprile 2012

Ciclicamente

Riaffiori, a cadenza regolare. Ormai le conto, le volte che succede, come se dovessi annotare la frequenza di un battito.
Io con la mia vita che è distante, anzi di più, dalla tua. Rido sempre pensando, ho pure trovato, in questi anni, ogni aspetto comico di Noi. Non mi importa sinceramente sapere cosa fai, come vivi, e quando per caso lo so, non sussulto neanche più.
Era Gennaio, me lo ricordo, ti ho incrociato, nel mio giorno, quello in cui alla fine partivi sempre. Ti ho avvertito, un attimo, e come avevo preventivato a luglio, niente, sono guarita forse. Oggi è stata una canzone, di quelle nostre, che gli altri non ascoltavano, ma che tu ci costringevi a sentire, con la tua superba voglia di essere anticonformista, rendendoti il migliore dei conformisti.
Due letti, divisi da un separè e noi due, uno ai piedi e uno alla testa, e quella musicassetta, un colore, il blue, ovviamente discutiamo, e tu che mi dici che ho sbagliato, come sempre; forse da allora ho preso a dirlo anche io agli altri. Mentre lo dici, vedi i miei occhi, sono umidi, e allora ti avvicini, cambi discorso, come hai sempre fatto, e mi costringi ad alzarmi, e a leggere un articolo di giornale, mi porti i biscotti e ridiamo, io guardo le tue occhiaie, e ti prendo in giro, le ho anche io adesso sai?
Perchè eravamo legati? Eravamo troppo diversi! Ti ricordi? Io volevo fare l'ochetta, bella e alla moda, tu ti ostinavi a fare il Nerd! Quanto di quel tempo abbiamo passato distesi, sfiorando appena le dita? C'erano ore di silenzio, di odori, e di immagini, solo nostre, solo per sempre nostre.
Adesso che non è più un peso pensare a te, vorrei, forse, vederti, parlarti, cosa ti ricordi tu?
So perfettamente che mi rinfacceresti quella domenica di fine maggio, lo so ma è così, e mi rinfacceresti di essere "dietrologica", e i tuoi occhi diventerebbero piccoli e acquosi, dalla furia, e balbetteresti, come facevi solo con me, e per me saresti insicuro, l'unica al mondo che ti abbia mai visto insicuro, e ci prenderemmo un caffè questa volta, io accenderei la sigaretta, e tu credo un sigaro, ci starebbe nel tuo essere anticonformista snob, con mocassini di pelle rovinata, barbour puzzoso, e mont blanc al tuo seguito.
E sentire quell'odore di zagara, misto a pino, un odore acre ma tuo... e tu? Cosa sentiresti?

ciao pensiero ci rivediamo tra circa 3 mesi...

giovedì 10 novembre 2011

Ogni parte di me

Ogni parte di me, ogni cellula, fibra, muscolo, vena è proiettata verso quello che ogni essere umano, per quanto lo rifiuti, desidera.
Amore, ma io adesso preferisco dire AMARE. L'amore non è una cosa, è un verbo, è un'azione, richiede sforzi, passione, lacrime, sudore.
Amare significa lasciar andare, ne sono sempre più convinta, amare a senso unico non è sbagliato, anzi è ancora più difficile, perchè quel qualcuno non dividerà con te gli sforzi, e tu avrai amato di più.
Lasciar andare, e non per il detto "se torna sarà tuo per sempre", ma perchè non ci devono essere costrizioni in amore, e nell'amare la forza più grande è comprendere. Troppe finzioni ci circondano, per prescindere da ciò. Troppi amori facili, coppie di abitudine, convenzioni sociali.
Amare non è sempre facile, ma è comunque sorprendente, anche quando quel colpetto che abbiamo preso ci fa un po' male, amare non stanca, se è amore vero.
E non credo si ami una volta sola, ma credo si ami in maniera diversa, chi passa dalla nostra vita, chi rimane per anni e anni, chi per pochi istanti.
So amare? Sì io so amare, e l'ho dimostrato, e per questo, credo, potrò non pentirmi mai. Per amore, sono stata capace di gioire per notizie che mi avrebbero dovuto fare odiare. Ho esitato, versato delle lacrime, non sempre sono stata in grado di sorridere, ma ho rispettato il mio amore, custodendolo.
Spesso ho protetto quello che non poteva essere protetto, ho difeso quello che non poteva essere difeso, ho baciato una fotografia che doveva essere strappata.
Amo, e adesso che lo so rido, sorrido di nuovo, perchè mentire, in amore, non serve, mai.
Arrivano le conclusioni, i titoli di coda, le pellicole verranno dimenticate, ma di amore ne è passato tanto

You can't hurry love...

giovedì 29 settembre 2011

Un'emozione chiamata AMARE!

Una macchina che si ferma di fronte ad una chiesa, con una sposa dentro. Scena comune penserete, ed in effetti quante volte è capitato di vedere una sposa arrivare in macchina davanti ad una chiesa, pensavo anche io di vedere la solita scena più volte vista.
Lei scende e vedo uno sguardo, un'espressione che ci illumina tutti, le lacrime di commozione arrivano, a distruggere il trucco, ma poi il sorriso prende il sopravvento. Sui gradini c'è lui, che trema e la guarda, innamorato fino all'ultimo dito del piede!
Inizia una celebrazione, che fa commuovere anche i più scettici, gli sposi si guardano e tra il "Sì" squillante di lei e il "Sì" timido ma sicuro di lui, siamo tutti lì, una chiesa piena di amici e di giovani, e viviamo minuto per minuto!
Bellissima e decisa, si aggiusta spesso il velo, lui le da una mano, il parroco chiede a tutti di AMARE, di cercare la pace, dentro di noi e con chi ci sta vicino, e io rifletto. La nuova famiglia appena formatasi, ama e con loro in quel momento in chiesa, amiamo tutti!
Adesso i due ballano, si tengono per mano, tutto il tempo, non guardano gli ospiti in una pantomima di sorrisi ed esposizioni quasi mediatica, come spesso succede, si guardano, si stringono.
Un amore così sincero, spontaneo, onesto, senza filtri io non l'ho mai visto. Ed io che ho visto nascere quell'amore, ne sono fiera ed orgogliosa.
Coronano il loro sogno di amarsi per sempre, e si vede, c'è purezza e naturalezza in tutto quello che fanno, e io sono incantata, estasiata, loro ballano ed il cuore di tutti noi balla con loro.

Succede, succede di amare senza riserve, essere ricambiati, accettare incondizionatamente tutto, l'uno dell'altra, sapendo che non c'è niente di meglio al mondo che stare vicini, stretti in un abbraccio. In questi casi capisco che l'amore, non è un obbligazione sociale, dove sento il matrimonio come un'istituzione morale e necessaria per il coronamento di questo, dove la festa non durerà solo un giorno ma sempre, anche quando gli ospiti saranno andati a casa, i regali saranno stati scartati, i confetti mangiati, la festa continuerà e sarà sempre più grande, più emozionante, con le sorprese che giorno per giorno la vita regalerà.

Oggi ho visto la felicità, quella vera, la felicità nonostante tutto, la felicità di chi non si piange addosso ma decide di vivere.

Da bambine sognamo quel vestito bianco, ma poi cresciamo, e delle volte non lo sognamo più, i fatti contingenti alla nostra vita, delle volte, non ce lo fanno più desiderare.Io non lo sogno più, non sogno più l'abito bianco, ed il pranzo a buffet, una cerimonia veloce, una macchina che guido io stessa, non sogno più quel matrimonio che tante volte avevo immaginato, e non perchè ci abbia perso le speranze, ma perchè non ne sento più l'esigenza, e forse, fino a stamani, non sentivo nemmeno l'esigenza di amare. Oggi queste due splendide persone, me l'hanno fatta tornare.
Voglia di essere amati, con una semplicità quasi disarmante, quando sai quello che dire, nonostante il cuore ti batta forte, guardare negli occhi la TUA persona, e non avere bisogno di altri contorni.

Non mi accontenterò, per niente di meno di quello che ho visto oggi, non mi basteranno le briciole, o i rapporti di facciata, o l'esigenza di una compagnia; i rapporti infiocchettati li lascio ad altri, le storie da film, i romanzi da soap opera, li lascio ad altri, il romanticismo, quello forzato e stucchevole, lo lascio ad altri... IO voglio solo un'emozione... QUELLA DI AMARE