Forse questo post sarebbe calzato a pennello, in un precedente blog, condiviso, un bel progettino con delle regole ben precise, emozionale e variegato, dove mi lasciavo dirigere.
Ma sull'onda di quella vecchia esperienza, ho voglia di raccontare il viaggio di oggi, con le stesse modalità, credo che questa licenza poetica mi sarà concessa da qualcuno...
Domenica mattina, c'è un sole caldo, e la temperatura è alta, si sta bene, un sms sul telefono "esci", salgo in macchina, due facce assonnate, e pronte a percorrere 192Km direzione Agone Bagni.
Chiacchieriamo tanto, parliamo, ci sfoghiamo, e scambiamo opinioni, su fatti contingenti e su vecchie storie. Ci consigliamo, ci rimproveriamo a vicenda per errori commessi, e promettiamo l'uno all'altra di non commetterli più. Promesse che si perdono, in quelle campagne, tra le Madonie, e l'Ennese, è tutto di un giallo scuro spento, il colore dell'autunno, un colore che mi turba, non mi piace. Il mio occhio è gonfio, e lacrima un pochino, e forse per questo motivo, schermata dai miei occhiali da sole, preferisco guardare l'asfalto, e non guardarmi intorno, del resto conosco l'A/19 come le mie tasche. I negramaro cantano, e io Totò anche, tra una telefonata e l'altra, tra un tentativo mal riuscito di trovare la strada, finalmente arriviamo a destinazione. Ad accogliermi amici, che mi mancano spesso, e spiegare le motivazioni che ti spingono a fare 192 km a tratta per un tratto, sarebbe difficile adesso, posso solo dire che la ragione di tutto questo risiede nel nome della mia associazione, LEO CLUB.
La giornata scorre troppo di corsa, tra buon vino , carne alla brace e Karaoke e la voglia di rimettersi in macchina è poca. Momenti di tranquillità, e piccoli brividi, momenti che ricapiteranno sono certa.
Nonostante resteremmo lì ancora per ore, tra abbracci sorrisi e service, siamo costretti a fare i 192 km di ritorno. Io ed il mio pilolta, stavolta abbiamo due approcci diversi alla strada. Riprendiamo a chiacchierare, e l'ora legale, ci impedisce di vedere qualsiasi panorama dopo il caffè e la sosta in autogrill.
Ci chiediamo il perchè di tante cose.
Lui mi dice "me lo merito?". La sua è una richiesta di aiuto, vuole una risposta, che io non ho. Poi penso, e gli dico "nessuno lo merità!".
Nessuno merita di soffrire, no, anche chi è stato causa di mali e sofferenze altrui. La mia calma di questi giorni, mi fa comprendere che non c'è motivo alla sofferenza, a chiedersi infiniti perchè, non c'è ragione d'esistere. La macchina corre lungo quei km, e io penso rifletto, al suono di una canzone, dico a Totò di guardare tre macchine avanti e stare attento.
La mia razionalità, appena scoperta, mi fa apprezzare i cambiamenti, mi fa ponderare anche quella nostalgia che delle volte non si può frenare.
Guardo Totò e lo rassicuro, io ci sono, ti starò vicina, e so che lui in silenzio l'ha fatto con me, più volte.
Cantiamo Vasco, con quanto fiato abbiamo in gola, e arriviamo davanti il mio cancello, qualche ora prima eravamo partiti, amici si, ma adesso lo siamo un pizzico di più.
Nella nostra vita, amiamo, e guai se non lo facessimo, e delle volte si soffre, ma ne vale sempre la pena, sempre e comunque, e condividere con gli altri serve...
domenica 30 ottobre 2011
giovedì 27 ottobre 2011
La prima battaglia, vinta..
Non mi piace ammettere una sconfitta, ma nella promessa di dirmi sempre la verità, devo.
Quella mattina mi svegliai quasi all'alba, erano appena le sei, ed io non amo alzarmi presto, ma del resto non ero riuscita a chiudere occhio, e nonostante questo, non avevo il benchè minimo segno di stanchezza, anzi, mi sentivo pronta a scalare qualsiasi vetta. Ricordo con quale lentezza e meticolosità, facevo i miei capelli. Per la prima volta quella casa mi sembrava bella, e la giornata mi sembrava eccezionale, limpida, così come deve essere a giugno. La mia valigia stava sul letto, così come il mio pc, che cantava Jovanotti "io sono una valigia, e giro di stazione in stazione in molti mi trasportano ma solo tu hai la combinazione", e mi stupivo di chi, quella combinazione l'avesse trovata in così poco tempo. Ricordo quella preparazione lenta e metodica, gli abiti eleganti imbustati da un lato, i jeans e le camicie dall'altro, non volevo portare troppe cose, al mio solito, volevo viaggiare leggera. Erano le nove del mattino ed io ero già pronta, arrivava puntuale la tua chiamata del risveglio, quella che seguiva il messaggio "bonjours... ti penso", e io ero pronta con 4 ore di anticipo. Mi vestivo con un vestito leggero, con i toni del blue, scelto la sera prima con Nicoletta e Maria, scarpe basse comode per viaggiare, e uscivo di casa alle 11, per far passare il tempo, andavo da Nicoletta, giusto per l'ultimo parere, e per quell'in bocca al lupo che desideravo, ma di cui mi rendevo conto di non aver bisogno, perchè il brivido era quello giusto, forse per la prima volta non mi sbagliavo.
Roma Termini era così piena di gente che correva, e il mio passo lento stonava con tutta quella calca, io ero in anticipo, il treno era alle 15.00, ed erano solo le 13,30. Un'altra tua telefonata mi avvisava di un piccolo cambiamento, dovevo prendere un tram prima di vederti, ma non mi importava, e tu continuavi a scusarti, e io adoravo il tuo essere così premuroso, ricordo ti dissi "non mi sono persa a mai a Londra con 18 linee metropolitane, vuoi mi perda qui, per tre fermate di tram?". Finalmente il mio freccia rossa arrivava, e con quel biglietto, che guardavo da un paio di giorni ormai, salivo e mi accomodavo al mio posto. Di fronte a me una donna, sui 35 anni, molto bella, era stata a trovare degli amici, entrambe non riuscivamo a non ascoltare le rispettive chiamate. "Hai un appuntamento?" mi dice ad un certo punto, ed io "No, in realtà, un congresso ma sì credo anche un appuntamento", scambiamo quattro chiacchiere, e ci rimettiamo a leggere ognuno il proprio libro. Mi arriva un tuo sms, "sono già qui, ho fatto il possibile, ma sono arrivato". Sorrido, e mi preparo a scendere, mi chiami, "dove sei, esci a destra dalla stazione, io sono lì, tanto mi riconosci". Prendo un sorso d'acqua perchè la gola di colpo mi si secca, le gambe tremano un pochino. Finalmente in stazione, l'avevo vista altre volte, quella stazione, ma adesso mi sembra bella, meravigliosa, e mi avvio verso l'uscita, cerco di sembrare disinvolta ma nn lo sono, mi fermo prima di fare l'ultimo passo, perchè da lì in poi mi vedrai, mi aggiusto i capelli, metto il burrocacao e do un pizzicotto alle guance, non riesco mai ad essere perfetta e sono abbastanza pasticciona, e mi assale un dubbio, e se non ti dovessi più piacere? O viceversa, del resto è un anno che non ci vediamo, del resto "il più bel viso che abbia mai visto" a tuo dire, poteva essere quello di un'altra, "come ho fatto a credergli?" mi domando, ma mentre tremila dubbi mi assalgono, faccio qualche passo avanti e vedo un tram, squilla il telefono, sei tu "Ma dove stai Chiarina?", "sono davanti al tram", e tu "io sto dietro al tram". Mai scorderò quella scena, degna dei migliori sceneggiatori Hollywoodiani, il tram parte, e ti vedo, e mi vedi. Vedo la tua mano che saluta e l'altra che al cellulare mi dice "sei bellissima", riattacco e vengo verso di te. Mi sono calmata, di improvviso, tu sei lì, più carino di come ti ricordavo. La tua camicia bianca inamidata, il tuo jeans scuro, classico, la tua macchina, mi hai abbracciata, hai preso la mia valigia e detto "solo questo?" , mi hai aperto lo sportello, e mi sono sentita tua, non ho avuto dubbi, nessuno in quel momento, era giusto, in quel momento. Partiamo, verso un'altra strada, sempre più a nord, passiamo da una delle città più bella al mondo, ma non ci leviamo gli occhi di dosso.
Ora ho consapevolezza, avevo vinto la battaglia, ma non la guerra, ora so che ho perso, ed il mio cuore ritorna leggero con questa consapevolezza, che fino a qualche mese fa mancava. Io ho perso, ma combattere ha avuto i suoi lati positivi, ed alcune delle vittorie, come i tuoi occhi sorridenti, di quel giorno sono state piacevoli. Mi rendo conto di essere cresciuta, e di essere diventata donna, definitivamente, ed in questo periodo tu ci hai messo del tuo, in questo processo di trasformazione.
Ho perso ma sono qui, pronta a tutto...come sempre
mercoledì 26 ottobre 2011
Con te
Ieri, è capitato di nuovo, e anche oggi. Capita sempre ormai.
Attraversando Roma, in taxi, dall'Ara Pacis, su via del Corso, eri lì con me, seduto al mio fianco, che indicavi la maestosità della bellezza capitolina, facevi il saccente, e ti vedevo stringermi la mano e tirarmi a te. Eri con me mentre passavamo il tevere, in una giornata stranamente calda, dove non si vedevano foglie arancioni autunnali. Il tassinaro parlava di frutta e verdura fresca e io pensavo che tu avresti interloquito con le tue perle di sapienza culinarie. Entriamo a casa di Chiara e Francesca e ci stiendiamo esauste sul letto, e tu in quel momento mi stringi a te, come hai già fatto, forte e iniziavi a dormire con te.
Ieri sera festeggiavamo la laurea di Nicoletta, e se tu ci fossi stato saresti stato l'anima della festa, e mi sono seduta da sola per 5 minuti, con uno spritz in mano, perchè lo stavo bevendo con te. Così al ritorno, nuovamente in taxi, tu eri lì a tenermi la mano. E' da folli pensare di averti vicino quando sto per strada in mezzo agli altri?Oggi sul bus, ed in pasticceria, vedo il tuo viso ovunque e non mi manchi più, perchè ti ho con me.
Non ho bisogno di alcun altro, non posso avere nessuno adesso, non posso perchè non saprei dare alcuna garanzia, e io senza un minimo di garanzia le cose non le so fare. Solo con te sono riuscita...
Non mi manchi più. perchè del resto sei con me...sempre
Attraversando Roma, in taxi, dall'Ara Pacis, su via del Corso, eri lì con me, seduto al mio fianco, che indicavi la maestosità della bellezza capitolina, facevi il saccente, e ti vedevo stringermi la mano e tirarmi a te. Eri con me mentre passavamo il tevere, in una giornata stranamente calda, dove non si vedevano foglie arancioni autunnali. Il tassinaro parlava di frutta e verdura fresca e io pensavo che tu avresti interloquito con le tue perle di sapienza culinarie. Entriamo a casa di Chiara e Francesca e ci stiendiamo esauste sul letto, e tu in quel momento mi stringi a te, come hai già fatto, forte e iniziavi a dormire con te.
Ieri sera festeggiavamo la laurea di Nicoletta, e se tu ci fossi stato saresti stato l'anima della festa, e mi sono seduta da sola per 5 minuti, con uno spritz in mano, perchè lo stavo bevendo con te. Così al ritorno, nuovamente in taxi, tu eri lì a tenermi la mano. E' da folli pensare di averti vicino quando sto per strada in mezzo agli altri?Oggi sul bus, ed in pasticceria, vedo il tuo viso ovunque e non mi manchi più, perchè ti ho con me.
Non ho bisogno di alcun altro, non posso avere nessuno adesso, non posso perchè non saprei dare alcuna garanzia, e io senza un minimo di garanzia le cose non le so fare. Solo con te sono riuscita...
Non mi manchi più. perchè del resto sei con me...sempre
Noi due non possiamo tradirci
Io e te, un'entità virtuale, che quasi non esiste. Mi fido, e sai tutto, ma proprio tutto di me, senza schermi, senza limiti, io e te che non ci siamo quasi mai visti.
So bene, che molte cose, spesso, non hanno un senso, e questa meno delle altre, ma la totale assenza di pretese, e la razionalità del nostro rapporto, rende tutto autentico. Ripenso a quando tutto iniziò per caso, quando il mio cuore amava qualcuno, e tu eri uno dei pochi sollievi, le nostre chiacchierate che mi facevano ridere, e la tua impertinenza anche, e penso a come tutto è facile, è tutto facile tra di noi. Quando mi piace qualcuno, te lo dico immediatamente, e tu stai lì a fare il geloso, e mi diverte tanto. Anche io sono gelosa, ma non come chi soffre.
Nessuno ci crederebbe, e questo fa di noi una cosa speciale, un rapporto che in pochi hanno, e che in pochi sanno. A nostro modo ci siamo, l'una per l'altro, a nostro modo ci conosciamo, e sappiamo i nostri punti deboli.
Mi piace la tua concretezza, la tua follia razionale di prendere e partire, i tuoi valori, i tuoi affetti, l'essere legati per un motivo, che si è rivelato diverso da quello che pensavamo.
Più volte ti ho chiesto, cosa siamo? e tu? Non hai inventato, scuse o finte definizioni hai detto BUH, nella massima sincerità, amici non siamo, ma so che ci sei..
I nostri discorsi recenti sul nostro futuro, rigorosamente separato, mi hanno fatto capire una cosa, tutto è iniziato per scherzo, ma continua, i maniera solida, questo perchè so che tu ci sarai, nonostante la totale assenza di romanticismo, e l'assoluto, quasi freddo, pragmatismo che ci caratterizza.
E' strano parlare di te, quando nessuno, o quasi, sa di noi, e mai saprà, è strano parlare di una relazione che non esiste, essere legata a questo rapporto, ma senza sentimentalismi, senza stupidi " ti amo", sì perchè in questo caso sarebbero stupidi.
Posso essere come voglio con te, non devo dirti bugie, benchè all'inizio lo facessi, adesso dopo questo "monte" di tempo, posso essere come voglio.
La stranezza dei rapporti, ed il nostro lo è, ed al momento è l'unico rapporto con un uomo al quale proprio non potrei rinunciare, con coscienza e razionalià.
"Noi due non ci tradiremmo mai, perche nessuno ci crederebbe"
ps anche se nessuno, o quasi, sa di te, meriti un posto qui, nei ricordi di una principessa
So bene, che molte cose, spesso, non hanno un senso, e questa meno delle altre, ma la totale assenza di pretese, e la razionalità del nostro rapporto, rende tutto autentico. Ripenso a quando tutto iniziò per caso, quando il mio cuore amava qualcuno, e tu eri uno dei pochi sollievi, le nostre chiacchierate che mi facevano ridere, e la tua impertinenza anche, e penso a come tutto è facile, è tutto facile tra di noi. Quando mi piace qualcuno, te lo dico immediatamente, e tu stai lì a fare il geloso, e mi diverte tanto. Anche io sono gelosa, ma non come chi soffre.
Nessuno ci crederebbe, e questo fa di noi una cosa speciale, un rapporto che in pochi hanno, e che in pochi sanno. A nostro modo ci siamo, l'una per l'altro, a nostro modo ci conosciamo, e sappiamo i nostri punti deboli.
Mi piace la tua concretezza, la tua follia razionale di prendere e partire, i tuoi valori, i tuoi affetti, l'essere legati per un motivo, che si è rivelato diverso da quello che pensavamo.
Più volte ti ho chiesto, cosa siamo? e tu? Non hai inventato, scuse o finte definizioni hai detto BUH, nella massima sincerità, amici non siamo, ma so che ci sei..
I nostri discorsi recenti sul nostro futuro, rigorosamente separato, mi hanno fatto capire una cosa, tutto è iniziato per scherzo, ma continua, i maniera solida, questo perchè so che tu ci sarai, nonostante la totale assenza di romanticismo, e l'assoluto, quasi freddo, pragmatismo che ci caratterizza.
E' strano parlare di te, quando nessuno, o quasi, sa di noi, e mai saprà, è strano parlare di una relazione che non esiste, essere legata a questo rapporto, ma senza sentimentalismi, senza stupidi " ti amo", sì perchè in questo caso sarebbero stupidi.
Posso essere come voglio con te, non devo dirti bugie, benchè all'inizio lo facessi, adesso dopo questo "monte" di tempo, posso essere come voglio.
La stranezza dei rapporti, ed il nostro lo è, ed al momento è l'unico rapporto con un uomo al quale proprio non potrei rinunciare, con coscienza e razionalià.
"Noi due non ci tradiremmo mai, perche nessuno ci crederebbe"
ps anche se nessuno, o quasi, sa di te, meriti un posto qui, nei ricordi di una principessa
martedì 25 ottobre 2011
Mi piaci!
Deficienza adolescenziale e rincretinimento senile?
Si ok ma che ci posso fare? Mi piaci, e basta, c'è poco da ragionarci sù. I sintomi sono quelli classici della cotta da quindicenne, sbavamenti sostanziali e farfalle nello stomaco.
A 15 anni non c'era internet, per fortuna mi viene da dire, e non si googlava nessuno, adesso siamo consumati! Sei carino, anzi no, sei proprio figo, ed è la prima volta che a me piace uno che sia oggettivamente figo, di solito tendo ai bruttarelli.
E io sto qui, la sera, a vedere foto e a dire, magari... e sognando di appuntamenti galanti, e di scene da film, nei quali, il disastro pasticcione che non sono altro, incontra te!
La cosa strana, e che sembri pure intelligente, anzi molto intelligente, e delle volte modesto, non mi sembri uno che sa di piacere così tanto. Eppure tutte lì, le apine con il miele a ronzare, tutte pazze per te... che nervi.
Quanto mi durerà?
Conoscendomi moto poco, ma intanto...mi piaci ok?
E la cosa meravigliosa è che tu non ne hai idea, almeno spero, e non l'avrai, perchè punto primo, io non è che sia un genio della conquista, piuttosto tendo ad andare in panico, secondo poi, proprio adesso non ne ho il tempo... e forse neanche l'intenzione... però mi piaci!
Si ok ma che ci posso fare? Mi piaci, e basta, c'è poco da ragionarci sù. I sintomi sono quelli classici della cotta da quindicenne, sbavamenti sostanziali e farfalle nello stomaco.
A 15 anni non c'era internet, per fortuna mi viene da dire, e non si googlava nessuno, adesso siamo consumati! Sei carino, anzi no, sei proprio figo, ed è la prima volta che a me piace uno che sia oggettivamente figo, di solito tendo ai bruttarelli.
E io sto qui, la sera, a vedere foto e a dire, magari... e sognando di appuntamenti galanti, e di scene da film, nei quali, il disastro pasticcione che non sono altro, incontra te!
La cosa strana, e che sembri pure intelligente, anzi molto intelligente, e delle volte modesto, non mi sembri uno che sa di piacere così tanto. Eppure tutte lì, le apine con il miele a ronzare, tutte pazze per te... che nervi.
Quanto mi durerà?
Conoscendomi moto poco, ma intanto...mi piaci ok?
E la cosa meravigliosa è che tu non ne hai idea, almeno spero, e non l'avrai, perchè punto primo, io non è che sia un genio della conquista, piuttosto tendo ad andare in panico, secondo poi, proprio adesso non ne ho il tempo... e forse neanche l'intenzione... però mi piaci!
domenica 23 ottobre 2011
Fontana di Trevi
Un freddo sabato della capitale, una passeggiata tra le splendide vie del centro, ed un giro per negozi, riempono la tranquillità di queste giornate, fredde ma serene. Una pizza tra amici, chiacchiere maliziose e una lunga passeggiata, per continuare a scambiarsi chiacchiere, pareri, raccontare impressione e parlare con entusiasmo di gente sconosciuta.
I nostri piedi ci portano a Fontana di Trevi, e nonostante in un anno l'avrò vista cento volte, forse più, ci sediamo sui gradini, e approfittiamo della pseudo tranquillità, per ammirarla particolare, per particolare, e mentre cerchiamo qualche notizia in più su google, per dare senso a quelle statue, a quei pezzi di roccia, sento tanto freddo.
Fisso la cascata centrale dell'acqua vergine, che scroscia sulla vasca risuonando quasi sempre uguale, e il rumore e lo scroscio mi ipnotizza, e non posso fare a meno di immaginare una situazione, anzi sembra quasi un ricordo.
Sono con qualcuno, ed il suo viso è molto nitido, so chi sei, arriviamo dal vicoletto e la maestosità, della fontana si erge di fronte a noi, tu sai la sua storia, e non avremmo avuto bisogno di google, sono certa che tu avresti saputo tutto sul Bernini, e su quella storia... Sono certa che di fronte all'acqua vergine mi avresti proposto la scenda de "la dolce vita", e avremmo riso abbracciati, ci saremmo fatti una foto col tuo cellulare, e mi avresti detto che in quel momento non mancava nulla. E' incredibile, come la scena mi sembri reale, e incredibile come immagini te al mio fianco a passeggiare per le vie di questa Capitale, che mi apparterrà per ancora poco tempo, e come con questo freddo i miei pensieri siano nitidi e felici.
Ma questa felicità, tu non l'hai voluta acchiappare, e io ormai ci rido su e mi resta la felicità della consapevolezza, del resto non leggerai nemmeno, e tutte le mie fantasie mi faranno compagnia, per le strade di questa città che dovevano unirci, e che, adesso dico per fortuna, ci hanno separato.
Mi vanto, di una cosa, gli unici sorrisi sinceri e reali, quantomeno i tuoi ultimi, sono stati dedicati a me, e sono merito mio, si sono presuntuosa, io sono giusta.
Ci alziamo da quella panchina, e facciamo strada verso casa, e io cammino sicura dopo un anno per questa città, continuo ad immaginare, ma stavolta ci sono io...tra le nuvole!
I nostri piedi ci portano a Fontana di Trevi, e nonostante in un anno l'avrò vista cento volte, forse più, ci sediamo sui gradini, e approfittiamo della pseudo tranquillità, per ammirarla particolare, per particolare, e mentre cerchiamo qualche notizia in più su google, per dare senso a quelle statue, a quei pezzi di roccia, sento tanto freddo.
Fisso la cascata centrale dell'acqua vergine, che scroscia sulla vasca risuonando quasi sempre uguale, e il rumore e lo scroscio mi ipnotizza, e non posso fare a meno di immaginare una situazione, anzi sembra quasi un ricordo.
Sono con qualcuno, ed il suo viso è molto nitido, so chi sei, arriviamo dal vicoletto e la maestosità, della fontana si erge di fronte a noi, tu sai la sua storia, e non avremmo avuto bisogno di google, sono certa che tu avresti saputo tutto sul Bernini, e su quella storia... Sono certa che di fronte all'acqua vergine mi avresti proposto la scenda de "la dolce vita", e avremmo riso abbracciati, ci saremmo fatti una foto col tuo cellulare, e mi avresti detto che in quel momento non mancava nulla. E' incredibile, come la scena mi sembri reale, e incredibile come immagini te al mio fianco a passeggiare per le vie di questa Capitale, che mi apparterrà per ancora poco tempo, e come con questo freddo i miei pensieri siano nitidi e felici.
Ma questa felicità, tu non l'hai voluta acchiappare, e io ormai ci rido su e mi resta la felicità della consapevolezza, del resto non leggerai nemmeno, e tutte le mie fantasie mi faranno compagnia, per le strade di questa città che dovevano unirci, e che, adesso dico per fortuna, ci hanno separato.
Mi vanto, di una cosa, gli unici sorrisi sinceri e reali, quantomeno i tuoi ultimi, sono stati dedicati a me, e sono merito mio, si sono presuntuosa, io sono giusta.
Ci alziamo da quella panchina, e facciamo strada verso casa, e io cammino sicura dopo un anno per questa città, continuo ad immaginare, ma stavolta ci sono io...tra le nuvole!
sabato 22 ottobre 2011
Ruoli che non mi appartengono
Delle volte l'ostinazione a non far cambiare le cose, ci limita, e ci racchiude in dei ruoli che non sono i nostri.
Ruoli non nostri, che vorremmo, o che odiamo, nel risultato cambia poco, ci snaturano e non ci appartengono, e alla lunga ci logorano.
Ruoli che usiamo per non scontentare gli altri, o meglio questo è l'alibi che ci diamo, in realtà, così, evitiamo di aprire gli occhi e di scontentare noi stessi, che altrimenti saremmo catapultati in realtà che non ci piacciono, e che preferiamo far finta che non esistono.
Non mi appartiene preoccuparmi di qualcuno, che non è di mia competenza, avere paura, essere quasi "mamma". Piangerò, e so bene che lo farò, ma preoccuparsi adesso non serve, le mie preoccupazioni non cambiaranno lo stato delle cose, serviranno solo a farmi svegliare nel cuore della notte, controllando un cellulare, per vedere se è tutto al posto giusto. Non posso, e non voglio neanche più.
Questo ruolo non è mio, ed una briciola, la briciola del mio segreto, e forse non voglio più segreti, perchè non aiutano e non mantengono alcun alone di fascino, come fino a poco tempo fa credevo.
E' incredibile come in poche ore, tutta una matassa si sciolga, e veda tutto con chiarezza, è incredibile avere coscienza di me, e sapere passo dopo passo, tutto, nel bene e nel male.
Ruoli non nostri, che vorremmo, o che odiamo, nel risultato cambia poco, ci snaturano e non ci appartengono, e alla lunga ci logorano.
Ruoli che usiamo per non scontentare gli altri, o meglio questo è l'alibi che ci diamo, in realtà, così, evitiamo di aprire gli occhi e di scontentare noi stessi, che altrimenti saremmo catapultati in realtà che non ci piacciono, e che preferiamo far finta che non esistono.
Non mi appartiene preoccuparmi di qualcuno, che non è di mia competenza, avere paura, essere quasi "mamma". Piangerò, e so bene che lo farò, ma preoccuparsi adesso non serve, le mie preoccupazioni non cambiaranno lo stato delle cose, serviranno solo a farmi svegliare nel cuore della notte, controllando un cellulare, per vedere se è tutto al posto giusto. Non posso, e non voglio neanche più.
Questo ruolo non è mio, ed una briciola, la briciola del mio segreto, e forse non voglio più segreti, perchè non aiutano e non mantengono alcun alone di fascino, come fino a poco tempo fa credevo.
E' incredibile come in poche ore, tutta una matassa si sciolga, e veda tutto con chiarezza, è incredibile avere coscienza di me, e sapere passo dopo passo, tutto, nel bene e nel male.
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