Una strada di campagna scorre veloce, curve e tornanti ci avvolgono, io guardoquesto paesaggio visto poche altre volte, ed un infinito campo di girasoli rapisce la mia attenzione. Parcheggi e scendiamo, ci facciamo cullare da una leggere brezza e passeggiamo, lungo quei girasoli che guardano, imperturbabili tutti da una parte sola, mi prendi in giro e mi dici "sono alti quanto te", io sorrido, perchè ti sorrido sempre, le nostre mani stanno sempre intrecciate, non ci riescono a stare separate. Vediamo una casa in lontananza, e tu mi dici "la compriamo", io sorrido, anche sta volta, mi chiedi perchè lo faccio, e io ti rispondo che mi rendi felice. Dopo tanto camminare, e discutere di noi, di come stiamo bene, arriviamo ad un prato. Apro la mia coperta a scacchi, esci le cose da bere e da mangiare dal cestino, ieri mi avevi chiamato con questa idea. Sopra di noi c'è un cielo limpido, celeste chiaro, alle nostre spalle una bellissima montagna, e ai nostri piedi un campo di girasoli. "Cosa ti manca?" "il mare" rispondo io" ma con te vicino posso anche farne a meno". Finalmente mi baci, ed il tuo bacio è esattamente come lo ricordo, morbido, avvolgente, colmo di desiderio. Ci stendiamo l'uno vicina all'altra, e guardiamo quello spettacolo della natura. Ancora una volta siamo io e te, fuori dal mondo, lontani da tutto e da tutti, dai nostri ingombranti passati, che diventano presenti quando non ce lo aspettiamo.
Io sorrido, e tu sei li, come ti ho sempre voluto. Stanno passando ore, forse minuti, il tempo non esiste quando sto con te, come smettono di esistere le convenzioni sociali e le definizioni, "noi cosa siamo?", "noi siamo noi", è la tua pronta risposta, e continuiamo a baciarci.
Noi insieme stiamo bene, ed il sole inizia a calare, ci affrettiamo alla macchina, e mi baci ancora, e ancora e ancora. Non ho parlato tanto oggi, quando sto con te mi piace più ascoltare, ed è strano, perchè tutti sanno quanto io parli, e forse lo sanno tutti tranne te. La tua solita domanda "ma non si sta proprio bene insieme io e te?", e la mia solita risposta "sì, stiamo bene". La statale corre veloce, ti chiedo di andare piano, e lo fai, mi guardi e dici "non avere paura", la nostra canzone suona, e io ti arruffo i capelli.
Adesso sento un rumore, il mio cane che gioca con la scodella di acciaio ed io sono ancora qui, sotto le coperte con un'influenza che non passa e quel prato, quella montagna, quei girasoli, erano solo un sogno, come noi del resto.
venerdì 7 ottobre 2011
giovedì 6 ottobre 2011
Tra i fumi dello sciroppo, e l'ebbrezza dell'areosol!
Perchè quando ho la febbre, ho la tendenza a piagnucolare?
Innanzitutto si inizia dal dire "perchè sempre a me?", poi la presa di coscienza arriva col pallore spettrale, e le occhiaie violacee, ma poi, prestando la giusta attenzione, vedi delle guance rosse, e due secondi dopo, ti pulsa la testa. La stranezza della mia influenza è sempre la fame.
Agli individui comuni, la febbre e l'influenza causano, in genere, inappetenza e incapacità di sentire sapori e odori, ecco, alla Principessa scalza, tutto questo non accade, piuttosto, mi viene una fame assassina. E i cibi da malati, "pastina", mele cotte, pesce bollito o simili, diventano per me la cosa più disgustosa di tutte! Devo mangiare con gusto e saporito, se vi elenco il menù della giornata rischiate di sentirvi male, ed avere, al posto mio, un'indigestione.
Per esempio mi sono alzata da tavola, pochi minuti fa, e riprenderei a mangiare subito. Fortuna che l'influenza non mi venga così spesso, altrimenti sarebbe un grave problema da aggiungere alla dieta perennemente incompiuta.
Mentre sto nel mio letto, col pc tra le gambe, pensando a qualcosa per impegnare la giornata, qualcuno mi dice "non ho mai visto una malata al computer",e può darsi ma che altro c'è da fare?
Leggere? già fatto
Guardare un film? già fatto, e poi sembra una legge universale, che nel momento in cui stai male, ed hai tutto il tempo del mondo, non fanno un cacchio nè su Sky, nè ovunque.
Cmq l'influenza ti fa riflettere, anche se mette un tocco troppo nostalgico, a codeste riflessioni. Pensi di tutto, dallo sbaglio fatto in 2' elementare, a quello fatto l'altro ieri. Cerchi di capire se ce ne sia uno in particolare, io ne ho selezionati tre nella mia TOP Hundred (ten è troppo riduttivo), ma dei quali non mi azzardo a parlare.
Le pareti celestine a righe della mia stanza mi sorridono, e quel cassetto è troppo vicino per non aprirlo, il cassetto delle lettere, però faccio una cosa inaspettata, lo apro, prendo l'involucro di plastica trasparente, che contiene lettere di amici e amiche, ti fidanzati, di mia madre e mie, e dopo 10 secondi lo rimetto al suo posto.
Non si vive di passato, e delle volte (udite udite) non si vive neanche di presente, delle volte quelle emozioni presenti ( e per questo reali) non meritano credito, ma se ci ponessimo questo interrogativo smetteremmo di vivere, e quindi meglio evitare. Penso, delirio da temperatura troppo alta che domani passerà, che dovremmo vivere di noi prima di tutto, delle emozioni che noi stessi sappiamo darci, non contare sul prossimo troppo.
Continuerei a scrivere e a straparlare ma mi è venuta fame, e quindi vi lascio, sperando che la febbre, e tutto quello che l'ha scatenata passi presto.
mercoledì 5 ottobre 2011
Regole Universali
E' scientificamente provato, e stabilito che nel momento in cui ti senti il più grande cesso del mondo, alzi gli occhi e incontri l'uomo perfetto.
Seduta nel salotto all'aperto di Palermo, per chi non lo sa è Spinnato in via Principe, sorseggiando un caffè freddo, e parlando delle prodezze dell'esame di Franceschina, ho un certo mal di testa. E' tutta la mattinata che ho dolori, mal di testa, un leggero senso di nausea, e mal di gola, chiari sintomi di influenza, che decido stoicamente di ignorare. Col sorriso inebetito, di chi ha appena giunto un traguardo, e nel migliore dei modi anche, Francesca parla, e io l'ascolto e mi guardo intorno, uomini d'affari prendono un caffè per la loro pausa, donne con buste di shopping, gruppetti più o meno etereogenei che passano e spassano nel cuore liberty di Palermo.
Come detto precedentemente, oggi non ho una bella cera, i capelli non sono in piega, ho messo la prima cosa che ho trovato, e mi sono truccata piuttosto di fretta, data la sveglia alle 7,00 del mattino, ho le mie scarpe rasoterra e sembro una nana, gli occhi lucidi dei sintomi influenzali e la schiena curva perchè mi fa male, insomma sono un CESSO ambulante, ma...arriva Mr X!
Francesca parla e non si accorge del mio sguardo "alloccuto" (questa proprio non saprei come tradurla, è lui, il mio futuro marito), ne sono certa.
Ricci corti castano chiaro, Rayban, giacca marroncina jeansata con toppe di camoscio più scure, pantalone color nocciola, mocassino di camoscio marrone, 24h, alto alto, non troppo magro, anzi, con un pò di pancetta, alza gli occhiali e non mostra segni di frocismo acuto (tipo sopracciglia ultradepilate), barbetta da intellettuale. In poche parole l'uomo dei mie sogni!
Si siede due tavoli avanti a noi, ma uno sguardo riflesso agli occhiali di Franceschina, mi fa ricordare la mia indecente condizione di cesso ambulante, e mi nascondo quasi. A questo punto resta solo da ascoltare e carpire qualcosa. Parla al cellulare e dice "ho finito l'udienza, prendo un caffè e torno in studio", CACCHIO è avvocato, prima nota di demerito! Perchè una la prima volta ci casca, la seconda pure , la terza non sei stronzo tu ma sono cretina io! Demoralizzata, e facendo parte della categoria che è stata esclusa dalla mia rosa di pretendenti, cerco di carpire qualche altro particolare che possa portarlo in alto di nuovo.
Mr X ordina, una brioches e udite udite UN CAFFè RISTRETTO! A questo punto è chiaro che sia il mio uomo, in quanti siamo che ordiniamo il caffè ristretto? Stava leggendo un libro, non so quale non l'ho visto, purtroppo, che mi abbia guardata è sicuro, perchè io mi sono inforcata gli occhiali da sole, quantomeno per nascondere le occhiaie invadenti (brutte stronze), ma io ti ribecco!
Al costo di appostarmi lì dalle 11,15, alle 13 di ogni giorno io ti ritrovo!
Ed altro che Nana, depressa, influenzata in jeans e camicia anonima, troverai la superdonna della tua vita!
Ora se questo cacchio di mezzo mediatico servisse a qualcosa, o se fossimo in una commedia americana, lui, per un caso fortuito, leggerebbe il blog, risalirebbe al mio nick, mi contatterebbe, mi inviterebbe a cena, poi ad un aperitivo, poi cinema, poi di nuovo cena, poi non si puòò dire, e poi (sottofondo di musichetta nuziale ) convoleremmo a giuste e rispettose nozze, e VISSERO FELICI E CONTENTI.
Ma questa è la realtà, io sono la frana che sono, e ad ammiccare non sono capace, tantomeno abbordare in un Bar, e quello che resterà è che lì da qualche parte c'è il mio tipo ideale!
tutto il resto...??? Non c'è resto!
Seduta nel salotto all'aperto di Palermo, per chi non lo sa è Spinnato in via Principe, sorseggiando un caffè freddo, e parlando delle prodezze dell'esame di Franceschina, ho un certo mal di testa. E' tutta la mattinata che ho dolori, mal di testa, un leggero senso di nausea, e mal di gola, chiari sintomi di influenza, che decido stoicamente di ignorare. Col sorriso inebetito, di chi ha appena giunto un traguardo, e nel migliore dei modi anche, Francesca parla, e io l'ascolto e mi guardo intorno, uomini d'affari prendono un caffè per la loro pausa, donne con buste di shopping, gruppetti più o meno etereogenei che passano e spassano nel cuore liberty di Palermo.
Come detto precedentemente, oggi non ho una bella cera, i capelli non sono in piega, ho messo la prima cosa che ho trovato, e mi sono truccata piuttosto di fretta, data la sveglia alle 7,00 del mattino, ho le mie scarpe rasoterra e sembro una nana, gli occhi lucidi dei sintomi influenzali e la schiena curva perchè mi fa male, insomma sono un CESSO ambulante, ma...arriva Mr X!
Francesca parla e non si accorge del mio sguardo "alloccuto" (questa proprio non saprei come tradurla, è lui, il mio futuro marito), ne sono certa.
Ricci corti castano chiaro, Rayban, giacca marroncina jeansata con toppe di camoscio più scure, pantalone color nocciola, mocassino di camoscio marrone, 24h, alto alto, non troppo magro, anzi, con un pò di pancetta, alza gli occhiali e non mostra segni di frocismo acuto (tipo sopracciglia ultradepilate), barbetta da intellettuale. In poche parole l'uomo dei mie sogni!
Si siede due tavoli avanti a noi, ma uno sguardo riflesso agli occhiali di Franceschina, mi fa ricordare la mia indecente condizione di cesso ambulante, e mi nascondo quasi. A questo punto resta solo da ascoltare e carpire qualcosa. Parla al cellulare e dice "ho finito l'udienza, prendo un caffè e torno in studio", CACCHIO è avvocato, prima nota di demerito! Perchè una la prima volta ci casca, la seconda pure , la terza non sei stronzo tu ma sono cretina io! Demoralizzata, e facendo parte della categoria che è stata esclusa dalla mia rosa di pretendenti, cerco di carpire qualche altro particolare che possa portarlo in alto di nuovo.
Mr X ordina, una brioches e udite udite UN CAFFè RISTRETTO! A questo punto è chiaro che sia il mio uomo, in quanti siamo che ordiniamo il caffè ristretto? Stava leggendo un libro, non so quale non l'ho visto, purtroppo, che mi abbia guardata è sicuro, perchè io mi sono inforcata gli occhiali da sole, quantomeno per nascondere le occhiaie invadenti (brutte stronze), ma io ti ribecco!
Al costo di appostarmi lì dalle 11,15, alle 13 di ogni giorno io ti ritrovo!
Ed altro che Nana, depressa, influenzata in jeans e camicia anonima, troverai la superdonna della tua vita!
Ora se questo cacchio di mezzo mediatico servisse a qualcosa, o se fossimo in una commedia americana, lui, per un caso fortuito, leggerebbe il blog, risalirebbe al mio nick, mi contatterebbe, mi inviterebbe a cena, poi ad un aperitivo, poi cinema, poi di nuovo cena, poi non si puòò dire, e poi (sottofondo di musichetta nuziale ) convoleremmo a giuste e rispettose nozze, e VISSERO FELICI E CONTENTI.
Ma questa è la realtà, io sono la frana che sono, e ad ammiccare non sono capace, tantomeno abbordare in un Bar, e quello che resterà è che lì da qualche parte c'è il mio tipo ideale!
tutto il resto...??? Non c'è resto!
martedì 4 ottobre 2011
capitolo 15
"Il mio compleanno si trasformò in una nuit blanche che non voleva finire. Molto dopo mezzanotte Andrè mi aiutò a infilarmi il cappotto rosso e camminammo per le strade silenziose come sonnambuli, abbracciati stretti e sognanti. ongi pochi metrei ci fermavamo per baciarci, e ci mettemmo un'eternità ad arrivarre a casa mia. Ma, in quella notte che non conosceva limiti, il tempo non aveva alcuna importanza.
Quando mi chinai per aprire la porta, Andrè mi baciò la nuca. Mentre lo tiravo lungo il corridoio, mi circondò con un braccio e posò la mano sul mio seno. In camera fece scivolare le spalline del mio vestito , poi mi prese il viso fra le amni con una dolcezza infinita. "Aurèlie", disse, e all'improvviso mi baciò con tanta passione da farmi girare la testa. "La mia bella bellissima fata". Quella notte non ci staccammo un attimo. Esisteva solo la nostra voglia di toccarci, la nostra voglia di soprirci. Non lasciammo inesplorato, neanche un centimetro di pelle, ogni singolo punto dei nostri corpi fu contemplato con tenerezza, conquistato con desiderio. I vestiti caddero con un fruscio sul parquet, e quando ci buttammo sul letto dove ci perdemmo per ore il mio ultimo pensiero fu che, di tutti gli uomini sbagliati, Andrè Chabanais era quello giusto"
Il capitolo che mi ha fatto riflettere e ragionare, proprio perchè uguali
....da "Gli Ingredienti Segreti dell'Amore" di Nicolas Barreau
Lo consiglio vivamente a chi vuole leggere una storia originale, scritta bene, molto semplice. Sfondo di Parigi, ricette e sapori francesi che stuzzicano oltre che la mente il palato.
Quando mi chinai per aprire la porta, Andrè mi baciò la nuca. Mentre lo tiravo lungo il corridoio, mi circondò con un braccio e posò la mano sul mio seno. In camera fece scivolare le spalline del mio vestito , poi mi prese il viso fra le amni con una dolcezza infinita. "Aurèlie", disse, e all'improvviso mi baciò con tanta passione da farmi girare la testa. "La mia bella bellissima fata". Quella notte non ci staccammo un attimo. Esisteva solo la nostra voglia di toccarci, la nostra voglia di soprirci. Non lasciammo inesplorato, neanche un centimetro di pelle, ogni singolo punto dei nostri corpi fu contemplato con tenerezza, conquistato con desiderio. I vestiti caddero con un fruscio sul parquet, e quando ci buttammo sul letto dove ci perdemmo per ore il mio ultimo pensiero fu che, di tutti gli uomini sbagliati, Andrè Chabanais era quello giusto"
Il capitolo che mi ha fatto riflettere e ragionare, proprio perchè uguali
....da "Gli Ingredienti Segreti dell'Amore" di Nicolas Barreau
Lo consiglio vivamente a chi vuole leggere una storia originale, scritta bene, molto semplice. Sfondo di Parigi, ricette e sapori francesi che stuzzicano oltre che la mente il palato.
"Cacchio potresti avere una reazione?"
Siamo lì, tutte insieme, "gli specchi dai quali non posso sottrarmi", e la domanda è solo una, "ma non hai una reazione?".
Questa volta, come mesi addietro, non ho avuto voglia di prendere il discorso, ho aspettato che fossero loro ad iniziare, non avrei saputo davvero da dove iniziare.
Una verità la continuano a dire, "come fai ad essere così ?" e non trovano nemmeno la parola giusta per definire questo "così". Si chiedono come io non provi rabbia, e provo a spiegare che, ciò che provo in realtà, è peggio della rabbia, è pena.
Rientrata a casa riesco a prendere sonno molto tardi, e nonostante siano ancora le 2 i miei occhi sono sbarrati. Tento di arrabbiarmi, tra le coperte immagino una scena e provo ad arrabbiarmi. Forse ha ragione Stefania, "sembri morta", anche piangere sembra essere diventata una cosa impossibile, vorrei reagire come loro, che da brave amiche si incazzano e odiano come se fossero le dirette interessate. Ma su quel divano riesco a fumare, solo una sigaretta dietro l'altra, provo a spiegare, ma non capiscono, forse perchè da capire non c'è nulla.
Stamani, intorpidita dal sonno, dopo aver studiacchiato un pochino, dopo aver deciso di riprendere in mano il mio francese troppo arrugginito, dopo aver controllato la mail, in attesa della risposta che mi permetterebbe di volare, e questa parola ha tanti significati, mi sono seduta in salotto con il libro in mano, quel libro che tanto mi è piaciuto, ma del quale mi mancavano 12 pagine, che non leggevo per la consapevolezza del finale.
Il libro inizia con la storia di una ragazza, che compra un libro in una libreria, lo legge e si accorge che si sta parlando di lei, che i posti descritti, sono i suoi posti etc etc... Ironia della sorte, quella pagina che non avevo iniziato a leggere, descrive me, e anche te. Parola per parola quello che succedeva, quando per poche ore, siamo stati insieme, ogni parola era uguale. Quella pagina che rimandavo a leggere da mercoledì scorso, vedi tu il destino, di quel libro che avevo comprato il mercoledì prima, il giorno dopo che pensavo di essere "viva" e pensavo di averti fatto sentire "vivo", ha prodotto in me l'effetto che cercavo!
Ho pianto e mi sono incazzata, perchè a rileggersi quando non te lo aspetti, riesci a vedere con lucidità, quanto una cosa è perfetta, e se qualcuno l'ha voluta distruggere, per stupidi giochi, insicurezze, o semplicemente follia, allora puoi avere quel cacchio di REAZIONE.
"Elabora un lutto", mi dicono loro, e io 12 ore fa le guardavo interdetta e rispondevo "E' morto dentro di me", e adesso no, adesso è diverso.
Adesso vedo tutta la cattiveria, l'egoismo, di chi si nasconde dietro la maschera del TI VOGLIO BENE, che credendo nella tua immensa comprensione, pensa di poter fare qualsiasi cosa. Rabbia e pena per chi, non ha nemmeno la coerenza di mantenere quell'atteggiamento.
Pena per chi, la sua vita non la vivrà mai, ma tenterà di affermare il proprio ego, e la propria frustrazione, con piccoli gesti, costruiti ad arte.
Rabbia invece perchè non ti lascia vivere, per chi, nel suo marciume ti ci trascina, e con la scusa del "tu mi fai stare bene", succhia la tua vitalità.
E solo il cielo sa quanta vitalità avevo prima di allora, e solo il cielo sa, quanto adesso non ne ho più. Io non ho più richieste da fare a nessuno.
I miei desideri sono cambiati, grazie a te, e adesso si fa strada quel sentimento, il disprezzo, che raramente ho provato, e che, mi sono vergognata di provare.
Io penso di aver solo ed esclusivamente, fatto e dato del bene, e credo che in egual misura questo sentimento verrà trasposto col suo diretto opposto, il male.
Non vuole essere una minaccia, queste ancora non so farle. Ma, sono certa che tutte quelle parole, adesso sono in mano al vento, che l'autunno è iniziato, ed è iniziato pure quello tuo dentro di me.
Se riuscirai e uscirne vincitore, se saprai un giorno rispondere alla tua fatidica domanda con un Sì, bene sarò contenta, almeno il mio sacrificio (perchè di questo si tratta), sarà servito a qualcosa, ma sono certa, che questo non ti accadrà.
Sarete contente che la mia diplomazia, è andata a farsi fottere... E gli specchi saranno contenti
lunedì 3 ottobre 2011
Adempimenti
Ci sono riuscita, ci provavo da 3 giorni ma niente. E quello che doveva succedere è arrivato quando non me l'aspettavo.
Sto alla mia scrivania, guardo fuori, i faretti che illuminano il vialetto di casa. Guardo ma quello che vedo è altro, metto su una canzone, mi basta una parola o un cenno.
In un momento in cui tutto potrebbe cambiare per sempre, dove da un lato mi sento la persona più forte sulla faccia della terra, dall'altro, mi sento una nave in mezzo ad una tempesta.
Associo le idee, e la pioggia della tempesta mi fa compiere quello che volevo, per liberarmi. Vedo il mio volto alla finestra, e mi sembra perfetto in questa danza bagnata, un giorno, molto vicina, volando, sarò libera, da qualsiasi scena.
domenica 2 ottobre 2011
Cattiva? Io resto sempre e comunque una Principessa
Stanchezza, voci che risuonano, musica, risa, scene di una multi, appena finita, ma che già mi manca, ma questa è un'altra storia.
Mi chiedo, sono cattiva?
Delle volte la realtà supera di molto la fantasia, e, spesso, non è detto che sia migliore, ci sono cose che pensi di non vedere mai, facce che pensi di essere destinata a vedere sempre sorridenti, voci che cambiano il loro suono, orecchie che sentono cose che non dovrebbero, e corpi che non vogliono più essere toccati, e credo anche profumi che ti auguri di non sentire. E' essere cattivi questo?
Augurarsi di non vedere più un volto, sentire un profumo e tutto il resto?
Fare finta di dormire per riordinare le idee, e farsi questa domanda, perchè?
Non capisco la necessità di far parte della vita di qualcuno, ho molti amici, tanti davvero, e con ognuno di loro c'è un rapporto diverso, ciò non significa che io possa rimanere nella vita di tutti. E' essere cattivi questo?
Non faccio la finta moralista, non è mia consuetudine giudicare senza contestualizzare le situazioni, non faccio la santerellina, anche io ho fatto le mie "stronzate", però penso di essermi sempre posta un limite. Il rispetto, dell'altra/e persona/e. Non penso di aver mai mancato di rispetto a chi, per qualche motivo, si è avvicinato a me per conoscermi meglio, penso, anzi, di essermi sempre, fin troppo, calata nei panni della/e persona/e, tale da comprendere, e giustificare. Ma a tutto c'è un limite, e fissarlo è essere cattivi?
Quando qualcuno ti ferisce, intenzionalmente, nel pieno possesso delle sue facoltà, guardandoti negli occhi, e anche con molto cattivo gusto, si può ancora credere che quella persona ti vuole un mondo di bene? E dire di non crederci è essere pazzi, o cattivi?
C'è una canzone che mi risuona e risuona nella stessa, e non è più la stessa canzone di prima...
"ti ascolto e non rimane niente di queste parole"
Ho sempre preferito la sofferenza all'apatia dell'emozioni. Intanto sono qui , un pezzo di ghiaccio, e non è da me, e non mi piace cambiare me stessa.
Quando, in un qualsiasi tipo di rapporto , padri-figli, amici, d'amore, non c'è più fiducia, credibilità, non ci sono parole, si è svuotato cosa rimane?
Quando la voglia di condividere non c'è più? Quando analizzi tutto e vedi vacuità? Quando guardi una fotografia, e pensi che forse lo sguardo intenerito, è dato solo dalla stanchezza? Quando quelle emozioni sono dissolte?
Cosa resta? Cosa mi resta? Briciole che non fanno per me
Sono cattiva?
Non lo so, ma una principessa, anche se a piedi nudi, non mangia briciole.
Mi chiedo, sono cattiva?
Delle volte la realtà supera di molto la fantasia, e, spesso, non è detto che sia migliore, ci sono cose che pensi di non vedere mai, facce che pensi di essere destinata a vedere sempre sorridenti, voci che cambiano il loro suono, orecchie che sentono cose che non dovrebbero, e corpi che non vogliono più essere toccati, e credo anche profumi che ti auguri di non sentire. E' essere cattivi questo?
Augurarsi di non vedere più un volto, sentire un profumo e tutto il resto?
Fare finta di dormire per riordinare le idee, e farsi questa domanda, perchè?
Non capisco la necessità di far parte della vita di qualcuno, ho molti amici, tanti davvero, e con ognuno di loro c'è un rapporto diverso, ciò non significa che io possa rimanere nella vita di tutti. E' essere cattivi questo?
Non faccio la finta moralista, non è mia consuetudine giudicare senza contestualizzare le situazioni, non faccio la santerellina, anche io ho fatto le mie "stronzate", però penso di essermi sempre posta un limite. Il rispetto, dell'altra/e persona/e. Non penso di aver mai mancato di rispetto a chi, per qualche motivo, si è avvicinato a me per conoscermi meglio, penso, anzi, di essermi sempre, fin troppo, calata nei panni della/e persona/e, tale da comprendere, e giustificare. Ma a tutto c'è un limite, e fissarlo è essere cattivi?
Quando qualcuno ti ferisce, intenzionalmente, nel pieno possesso delle sue facoltà, guardandoti negli occhi, e anche con molto cattivo gusto, si può ancora credere che quella persona ti vuole un mondo di bene? E dire di non crederci è essere pazzi, o cattivi?
C'è una canzone che mi risuona e risuona nella stessa, e non è più la stessa canzone di prima...
"ti ascolto e non rimane niente di queste parole"
Ho sempre preferito la sofferenza all'apatia dell'emozioni. Intanto sono qui , un pezzo di ghiaccio, e non è da me, e non mi piace cambiare me stessa.
Quando, in un qualsiasi tipo di rapporto , padri-figli, amici, d'amore, non c'è più fiducia, credibilità, non ci sono parole, si è svuotato cosa rimane?
Quando la voglia di condividere non c'è più? Quando analizzi tutto e vedi vacuità? Quando guardi una fotografia, e pensi che forse lo sguardo intenerito, è dato solo dalla stanchezza? Quando quelle emozioni sono dissolte?
Cosa resta? Cosa mi resta? Briciole che non fanno per me
Sono cattiva?
Non lo so, ma una principessa, anche se a piedi nudi, non mangia briciole.
Iscriviti a:
Post (Atom)